Studio di Psicologia e Psicoterapia                                Dott.ssa Catulla Contadin                                      Noventa Vicentina - Vicenza

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Dott. Catulla Contadin - Psicologa infantile - Psicoterapeuta - Noventa Vicentina (Vicenza)

Toni sommessi e routine rassicuranti:

ingredienti fondamentali per accompagnare il bambino

nel passaggio dalla veglia al sonno

Chiudere gli occhi e abbandonarsi al sonno sono comportamenti che il bambino può mettere in atto con serenità se l’adulto è in grado di predisporre un ambiente fisico adeguato e di rispondere prontamente ai suoi bisogni emotivi e relazionali.

Nei primi mesi di vita il neonato ricerca il contatto con le figure di accudimento per sentirsi sicuro, protetto, contenuto. Se il bambino sente che l’adulto è in grado di rispondere ai suoi bisogni, poco per volta imparerà ad autoregolarsi e a gestire in modo più autonomo i passaggi tra i vari stadi del sonno.

Ridurre i rumori e il livello di luminosità dell’ambiente durante il riposo notturno e diurno facilita il rilassamento del neonato, così come mantenere una temperatura mite (tra i 18 e i 20 gradi) nella stanza dove riposa.

 

Alcuni neonati si addormentano in ambienti affollati e rumorosi proprio in risposta alla presenza eccessiva di stimoli visivi e uditivi. Dormire diventa, per loro, un modo per sfuggire a una situazione disturbante.

Già verso gli 8 mesi, è possibile introdurre semplici routine serali che aiutano il bambino a diminuire il livello di attività e prepararsi al momento della nanna. Fare un bagnetto rilassante, leggere un libricino in braccio a un genitore, ritagliarsi un momento esclusivo per le coccole, cantare una dolce ninna nanna… sono tutte attività che aiutano il bambino a capire che sta per arrivare il momento di riposare.

La ripetitività è un elemento essenziale.

Fare sempre le stesse cose può annoiare l’adulto

ma ha un effetto rassicurante sul bambino che impara a prevedere ciò che accadrà.

Alcuni genitori consentono ai figli di fare giochi eccitanti dopo cena nella speranza che si stanchino e poi dormano più a lungo. In realtà il bambino sovraeccitato fatica ad addormentarsi e si risveglia più spesso durante la notte.

I rituali non devono essere troppo lunghi. Alcuni bambini richiedono una storia, poi un’altra e un’altra ancora perché sono desiderosi di trattenere accanto a sé il genitore il più a lungo possibile.  Dopo 10-15 minuti di coccole è opportuno mettere il bambino nel suo lettino, rimboccargli le coperte lasciandolo sufficientemente libero di muoversi e spegnere la luce.

Si può rimanere ancora un po’ nella stanza accarezzandolo delicatamente o sussurrandogli qualche parola dolce. Gesti brevi e lenti, capaci di contenere le sue ansie di abbandono finché il torpore non avrà il sopravvento.

Il sonno può essere molto disturbato quando il bambino si ammala o è teso per fattori esterni (trasloco, inserimento al nido, nascita di un fratellino). In queste circostanze molti genitori scelgono di cambiare le abitudini del piccolo e di farlo dormire nel lettone finché non sta meglio. È impossibile aspettarsi che, tornato in forma, il bambino accetti di riposare nel proprio lettino o nella propria stanzetta senza difficoltà!

 

"Si può curare teneramente un bambino senza instaurare novità che poi è difficile mantenere”

(G. Honneger, 2015)

Se i genitori non desiderano fare cambiamenti, devono essere disponibili ad alzarsi più spesso di notte per controllare che il piccolo stia bene lasciandolo in camera sua. In alternativa possono mettere una brandina accanto al lettino per sorvegliarlo meglio e poi toglierla superato il momento di difficoltà.

Molti genitori alla sera si sentono stanchi e nervosi, vorrebbero che il figlio si addormentasse in tempi brevi per poter adempiere agli ultimi lavori di casa e avere un momento di rilassamento personale. I ritmi dei bambini, però, sono diversi da quelli degli adulti.

 

La tensione del genitore viene trasmessa attraverso la rigidità muscolare, la mimica del viso, il tono di voce. È preferibile trovare una posizione confortevole per entrambi e lasciarsi coinvolgere dal rituale rassicurante  senza fretta.

 

La cura che un genitore rivolge al figlio

è una cura che rivolge anche al proprio bambino interiore.

 

Perchè il mio bambino si sveglia in continuazione?

“Il mio bambino si sveglia in continuazione. Da quando è nato non sono riuscita a dormire più di tre ore di fila. Non ne posso più! In cosa sbaglio?”

È questa la domanda che mi ha posto all’inizio di un incontro di consulenza sul sonno infantile la mamma della piccola Giada (3 mesi). Una mamma che adora la sua piccola (la guarda con tenerezza mentre sgambetta nell’ovetto appoggiato sulla mia scrivania) ma che soffre per la mancanza di riposo e spazi personali da quando la famiglia si è allargata.

Il sonno del bambino è un argomento che interessa molto i neogenitori. Molte mamme e molti papà subiscono pressioni da parenti e conoscenti. Tutti sembrano avere delle teorie personali in merito a quanto dovrebbe dormire un bambino, al modo giusto per addormentarlo, a quanto tempo dovrebbe trascorrere in braccio ai genitori.

E quando le mamme esprimono stanchezza e bisogno di riposo, piovono consigli non richiesti e critiche velate.

In realtà la mamma di Giada non ha commesso alcuno sbaglio. In questi primi mesi della sua piccola si sta mettendo in gioco e, con l’aiuto del marito, sta riuscendo a decodificare i segnali che la bimba le invia.

 

Sta imparando a capire quando diventa nervosa perché ha fame o quando è solo infastidita dal pannolino bagnato. Ha notato che alla sera è particolarmente nervosa e si lascia consolare più facilmente se chi la prende in braccio passeggia per casa anziché stare fermo.

Si tratta solo di una mamma che ha poche informazioni sul sonno dei bambini e che si aspetta dalla sua piccola delle cose che ancora non è in grado di fare.

 

Il sonno dei bambini da 0 a 3 anni è molto diverso da quello degli adulti.

 

 
Quali sono queste differenze?
  • La durata del sonno diminuisce con l’aumentare dell’età,  anche se si riscontra una grande variabilità individuale.

Un neonato dorme in media 15-20 ore al giorno, mentre un adulto trascorre circa un terzo della sua giornata a dormire.

 

 

 

 

  • La diversa la fisiologia del sonno: il modo in cui si alternano le varie fasi del sonno, la durata e il numero dei cicli che si susseguono nel corso della notte cambiano molto dalla nascita all’età adulta, in particolare nel corso dei primi tre anni di vita.

Attraverso alcuni incontri di consulenza sul sonno dei bambini, i genitori della piccola Giada hanno compreso meglio perché la loro piccola si sveglia così di frequente durante la notte, hanno modificato le aspettative che avevano nei suoi confronti e hanno imparato ad avere più fiducia in se stessi e nella relazione che stanno costruendo con la loro piccola.