Dott. Catulla Contadin - Psicologa infantile - Psicoterapeuta - Noventa Vicentina (Vicenza)

Gli strumenti compensativi compensano davvero?

   Uno degli strumenti compensativi proposti più spesso agli alunni con Disturbo Specifico dell’Apprendimento è il computer.

 

     In effetti i ragazzi che soffrono di disgrafia, che incontrano difficoltà nella realizzazione di lettere e parole leggibili agli altri (a volte anche a se stessi) possono superare le proprie carenze motorie attraverso l’uso di strumenti informatici.

 

    Lo stesso vale per gli alunni con disortografia: l’impiego del correttore automatico rende i loro testi più scorrevoli e corretti nella forma. I ragazzi dislessici possono essere agevolati dall’uso della sintesi vocale che li rende più autonomi nello svolgimento dei compiti, alleggerendo l’impegno dei genitori che li affiancano durante lo studio leggendo al posto loro.

      Attenzione però:

il pc diventa davvero uno strumento compensativo

se il ragazzo è in grado di usarlo in modo efficace,

scrivendo con tutte le 10 dita e non solo i due indici delle mani.

Quando iniziare l’addestramento al computer?

      Come sottolinea Fogarolo (2010), se alla scuola dell’infanzia un bambino impugna il pennarello in modo maldestro, l’insegnante lo corregge immediatamente aiutandolo ad acquisire una presa più confortevole che gli consenta un miglior controllo del mezzo grafico.

 

   In realtà un bimbo di pochi anni riuscirebbe a fare il suo disegno anche impugnando il colore in modo sbagliato, ma la maestra lo corregge subito pensando al suo futuro, alle attività più complesse che dovrà svolgere più avanti negli anni e per le quali un’impugnatura corretta della penna risulterà indispensabile. Quando invece si propone a un bambino di utilizzare il computer, generalmente si lascia che impari a scrivere “come gli viene”, usando una o due dita delle mani.

 

  Questa modalità di scrittura, tuttavia, risulta molto lenta e ricca di imprecisioni. In un vecchio libro di dattilografia del 1949, il Prof. Isotta ha dimostrato empiricamente che per scrivere una lettera di 200 battute usando due sole dita si percorre con le mani una distanza pari a 13 metri. Se lo stesso testo viene scritto utilizzando tutte e dieci le dita, la distanza percorsa è di soli 4 metri. Una bella differenza!

Le due figure mettono in evidenza il diverso  numero di movimenti effettuati dalle dita delle mani a seconda che si usi il metodo “dei due indici” o quello dattilografico classico. Quest’ultimo riduce drasticamente il numero degli errori compiuti e aumenta la velocità di scrittura, cosa indispensabile per i bambini con DSA.

      Tali osservazioni ci aiutano a comprendere quanto sia importante offrire ai ragazzi con Disturbo Specifico di Apprendimento un periodo di addestramento all’uso della tastiera ogni qualvolta venga proposto il pc come strumento compensativo. Trattandosi di un training meccanico, che mira a fare acquisire degli automatismi, esso dovrebbe aver luogo abbastanza precocemente in modo da evitare l’acquisizione di abitudini scorrette difficili da modificare in seguito.

 

     Ciò non significa che già alla scuola primaria l’alunno con DSA debba ricorrere esclusivamente all’uso del pc per leggere o scrivere. In questa fascia d’età è importante mettere in atto dei percorsi di potenziamento mirati che stimolino il bambino a sviluppare quanto più possibile le sue abilità di leggere e scrivere in modo “tradizionale”. In tal modo crescendo potrà leggere autonomamente i cartelli stradali o le insegne pubblicitarie, e scrivere a mano la lista della spesa. Il pc lo aiuterà nelle attività di studio e lavoro più impegnative, contribuendo a ridurne i tempi e a migliorarne la qualità.

      Un discorso analogo vale per ausili come la sintesi vocale o i libri digitali. Per compensare la dislessia non è sufficiente consegnare al ragazzo il cd contenente il pdf corrispondente al libro di testo in formato cartaceo usato dai compagni. L’alunno deve capire come può utilizzare quel cd: selezionando un paragrafo la sintesi vocale può leggere al posto suo, alcuni programmi consentono di sottolineare il testo, copiarlo, cancellare le parti ridondanti, fare copia e incolla per creare riassunti e così via.

    Su internet sono disponibili software scaricabili gratuitamente per costruire mappe e diagrammi ma il bambino deve essere aiutato ad utilizzarli da un adulto più esperto, che all’inizio lo guidi passo passo indicandogli come si apre il programma, come si costruiscono i diversi nodi della mappa, come si inserisce un testo o un’immagine e come si salva il prodotto finale.

Chi deve addestrate i bambini con DSA

all’uso degli strumenti compensativi?

      La risposta potrebbe sembrare ovvia: la scuola!

 

     È vero che i bambini trascorrono molte ore in classe e che è proprio in quel contesto che il computer viene usato più spesso, ma bisogna fare i conti con la scarsa disponibilità di tempo e risorse di cui dispongono gli insegnanti. A questo si aggiunge un'altra questione spinosa: quanti insegnanti sanno scrivere con la tastiera usando tutte le dita delle mani? Quanti conoscono i software più adatti alle diverse esigenze degli alunni con DSA che hanno in classe?

    Lo psicologo psicoterapeuta che si occupa di Disturbi dell’Apprendimento può fornire un supporto prezioso in questo ambito, aiutando il bambino o il ragazzo a familiarizzare con gli strumenti compensativi e incoraggiandolo ad utilizzarli non solo a casa ma anche a scuola.

 

      Talvolta, infatti, pur avendo diritto all’utilizzo di questi ausili, i bambini non vogliono utilizzarli perché temono le prese in giro dei compagni e si sentono discriminati.

 

      Lo specialista ha il compito di aiutarli a comprendere che avere un disturbo di apprendimento non significa essere poco intelligenti e che per imparare le cose è necessario trovare strade a volte diverse da quelle percorse dalla maggior parte degli studenti.

 

Gli strumenti compensativi non sono un privilegio concesso a chi soffre di DSA

ma un diritto che deve essere accettato

ed esercitato ogni volta la situazione lo richieda.

 

Bibliografia

  • Fogarolo F. (2010), Scrivere veloci con la tastiera, Trento,  Erickson.

  • Isotta A. (1949), Trattato metodico di dattilografia.

  • Fogarolo F. (2007), Il computer di sostegno - Ausili informatici a scuola, Trento, Erickson.

Studio di Psicologia e Psicoterapia                                Dott.ssa Catulla Contadin                                      Noventa Vicentina - Vicenza

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