Dott. Catulla Contadin - Psicologa infantile - Psicoterapeuta - Noventa Vicentina (Vicenza)

Come aiutare il tuo bambino

a superare la paura del mare

In queste settimane sono numerose le famiglie che decidono di trascorrere qualche giornata in spiaggia e  far sperimentare ai bambini il contatto con la sabbia e le onde.

La maggior parte dei bimbi accoglie con gioia l’idea di andare al mare e progetta di raccogliere conchiglie, costruire castelli di sabbia e fare tuffi schizzando mamma e papà.

Arrivati in spiaggia, però, alcuni bambini iniziano a sentirsi infastiditi dalla sensazione della sabbia che tocca i piedi o si appiccica al corpo cosparso di crema. Di fronte alla classica proposta: “Andiamo a vedere il mare?” certi bimbi si alzano con titubanza dall’asciugamano e tengono stretta la mano del genitore. E arrivati sulla battigia… scappano urlando e si rifiutano con forza di entrare in acqua.

Questo è quello che succedeva anche al piccolo L. (4 anni). La mamma era esasperata da questo comportamento perché durante l’anno il bambino frequentava un corso di acquaticità di gruppo e si divertiva. La piscina non gli aveva mai creato disagio ma del mare proprio non ne voleva sapere.

Il papà di L. aveva proposto al bambino di entrare in acqua insieme, tenendosi per mano, per dargli coraggio. Il bambino, però, non ci pensava proprio. Si metteva a urlare a gran voce attirando gli sguardi dei passanti (cosa che metteva ancora più a disagio il padre).

“Le abbiamo provate tutte – mi disse un giorno il papà di L. – abbiamo tentato con le buone e con le cattive, ma non c’è stato niente da fare. Che senso ha andare al mare se poi non metti neanche i piedi a bagno?”

In realtà L . aveva trovato modi alternativi di divertirsi: trascorreva gran parte delle giornate a giocare sulle giostrine  nell’area bimbi, aveva stretto amicizia con dei coetanei, alla sera non mancava mai all’appuntamento con gli animatori del bagno per fare la baby dance.

Perché il mare spaventa così tanto alcuni bambini?

  1. È SCONFINATO: non è possibile vederne i limiti, non c’è un bordo al quale aggrapparsi come nella piscina. A noi adulti appare immenso… immaginatevi cosa deve sembrare a un bambino!

  2. È IN CONTINUO MOVIMENTO: molti bambini hanno la sensazione di essere “portati via” dalle onde, temono di venire risucchiati e di non avere più la forza per tornare indietro. Ricordiamoci che la paura è un’emozione utile: ci protegge dai pericoli e il mare è un ambiente che può essere davvero pericoloso in certe circostanze. Non a caso i genitori non perdono mai di vista i figli piccoli quando sono sul bagniasciuga

  3. E’ FREDDO:  la pelle calda del bambino che è rimasto in spiaggia a giocare sente il freddo dell’acqua in modo amplificato. “Il mare era gelido – raccontava L. – sembrava fosse fatto di cubetti di ghiaccio!”

  4. SPESSO NON E’ COSI’ LIMPIDO DA CONSENTIRE DI VEDERE IL FONDALE, cosa che turba ancora di più alcuni bambini perché sentono che letteralmente “gli manca la terra sotto i piedi” e  non vedono dove camminano.

 

Alcuni bambini si sentono intimoriti anche dagli schizzi d’acqua che arrivano “a tradimento” perché qualcuno sta giocando a pallone tra le onde, fa i tuffi o scherza con gli amici.

Se le prime esperienze con il mare sono state accompagnate da qualche “bevuta” d’acqua salata, il bambino ha sentito gli occhi pizzicare o peggio ancora si è trovato sott’acqua ed è stato “ripescato” da mamma e papà, la voglia di ripetere l’esperienza non sarà moltissima.

CHE FARE IN QUESTI CASI?

  • Comprate una vaschetta, riempitela di acqua e lasciate che il bambino esplori con curiosità l’acqua del mare. Sarà lui a decidere se entrarci col corpo o usarla come una pozza dentro la quale far navigare i suoi giocattoli

  • Quando sarete certi che il bambino sia a suo agio in questa situazione, provate ad avvicinarvi alla battigia dicendogli chiaramente che costruirete per lui una piscina e che insieme la riempirete col secchiello. Lasciate che il bambino faccia i suoi tentativi di avvicinamento alle onde. Incoraggiatelo ad aiutarvi ma non ad avanzare verso le onde

  • Proponetegli giochi con la palla sul bagnasciuga e provate ad alternarvi ad andarla a riprendere quando scappa, soprattutto se va verso l’acqua

  • Prediligete i momenti in cui il mare è più calmo e la spiaggia poco affollata

  • Stimolate il bambino a fare amicizia con altri coetanei. Sarà interessato ai loro giochi, imiterà le loro azioni e sentendosi meno sotto pressione, arriverà anche ad entrare piano in acqua.

  • Alcuni bambini accettano di salire su un materassino perché hanno qualcosa a cui aggrapparsi e poco per volta accettano di bagnare anche mani e piedi.

LE PAURE DEI BAMBINI VANNO RISPETTATE, MAI DERISE

Ogni bambino ha i suoi tempi e forzare le tappe serve solo a fare passi indietro. Non mortificate vostro figlio facendo paragoni con gli altri.

Rilassatevi, divertitevi. Ciascuno vive il mare in modo diverso. Quanti adulti vanno in spiaggia, si sdraiano a prendere il sole e al massimo fanno una passeggiata ma niente tuffi?

Se quest’anno il bambino non si sente pronto per sfidare le onde, potrà farlo il prossimo anno.

 

Siate comunque orgogliosi di lui. Non avrà il coraggio di entrare in acqua con tutto il corpo ma sa fare molte altre cose (L. è un ballerino provetto e un acrobata piuttosto spericolato!)

Catulla Contadin

Psicologa Psicoterapeuta

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Email:

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Studio di Psicologia e Psicoterapia                                Dott.ssa Catulla Contadin                                      Noventa Vicentina - Vicenza

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